5. UNA STORIA. 100 GIORNI

 

5. UNA STORIA. 100 GIORNI

Sul poster c’era scritto Greta e una sua frase: “Siete rimasti senza scuse e noi siamo rimasti senza più tempo”.  
Guardando il cielo vide la volta piena di stelle belle e luminose come non le aveva mai viste e riscoprì dentro di sé la voglia di incontrare gli altri bambini.  
Ripescò questo desiderio dal profondo del suo cuore come se lo avesse avuto sempre dentro di sé e più guardava le stelle e più desiderava raggiungerle.  
In men che non si dica l’arca inizio a muoversi sempre a più gran velocità verso le stelle: il suo desiderio era il carburante che avevo messo in moto l’Arca.  
Le stelle divennero sempre più grandi e la loro luce sempre più luminosa fino ad avvolgerla.  
All’improvviso si ridestò dal sonno e si ritrovò sdraiata su un bel prato verde. Sentì un vociare e alzandosi vide tanti bambini che giocavano e correvano intorno a sé. 

Aniet realizzò che era stato un sogno e il vociare intorno a sé erano i compagni di scuola in giardino.  
Cercò la sua migliore amica Alice e le raccontò preoccupata il sogno e la missione lasciata da Leone:  
“salvare il mondo? Sono solo una bambina!”.  
Alice la rassicurò: "si, siamo solo bambini e forse non abbiamo esperienza del Mondo, ma possiamo imparare dal tuo sogno. Se tutti noi facciamo piccoli gesti concreti avremo grandi gesti per salvare il mondo. Ricordati le parole della nostra canzone preferita: ovunque siamo combatteremo, un'altra storia sarà possibile".  
Così le due amiche decisero di appendere nelle classi manifesti con 10 piccole buone azioni quotidiane da seguire e diedero dei manifesti anche agli amici per applicare quelle regole a casa.  
Ma all'improvviso Aniet si rattristò…