Sussidio per la liturgia domenicale in casa V domenica di Pasqua

 

Sussidio per la liturgia domenicale in casa V domenica di Pasqua

Da pochi giorni è stata comunicata da parte del Ministero dell’Interno la possibilità di celebrare l’Eucarestia attenendosi a norme e indicazioni precise a partire dal 18 maggio. Grande è la gioia di potersi radunare, anche se in piccoli numeri, per fare memoria del Mistero pasquale di Cristo! Ogni comunità si sta organizzando e pensando a come gestire il tutto… c’è grande fermento e il desiderio di tornare alla normalità! Ma questo tornare alla normalità che significa? Non entro nel dibattito circa le precauzioni sanitarie da mantenere, ma mi domando di quello che abbiamo vissuto in queste settimane, del celebrare in casa, della riscoperta della Parola, della bellezza della riscoperta dell’essenziale, dei piccoli gesti quotidiani che dicono relazione e affetto, anche della fatica di stare in casa perché non ci si sopporta più o la noia e la sconsolazione della solitudine, CHE COSA NE FACCIAMO? COSA NE RESTA?
In questi giorni qualcuno scriveva “dell’oblio della dimenticanza”, di un girar pagina senza considerare quanto è stato scritto in questi due mesi.
La nostra liturgia si fonda sul fare memoria, che non è archeologia, recupero di cose passate morte da tempo per un piacere culturale, ma è rendere presente nell’oggi il mistero d’Amore del Padre che il Figlio ci ha rivelato, è vivere il Battesimo che abbiamo ricevuto come comunità dei figli di Dio.
Mi sembra che questo tempo di pandemia ci abbia costretto ad inventarci modalità nuove per celebrare la nostra fede e ne abbiamo percepito i frutti; nello stesso tempo abbia fatto emergere le nostre fragilità, inconsistenze e il nostro bisogno di relazioni autentiche. Credo che sia proprio questo il tempo in cui appuntarci nel capitolo “Coronavirus” quelle Parole che sono state fondamentali in queste settimane: dalla Parola di Dio che ci ha accompagnato e segnato i nostri passi, a quelle scelte che ci hanno unito, dai sentimenti e gesti che hanno detto la verità profonda di quel che siamo a quegli angoli di fragilità sui quali ritornarci per riflettere e pregare.
Scriviamo per non dimenticare, scegliamo come vivere il domani che ci aspetta oggi. Oggi è il momento in cui decidere con quale stile vivere il tempo che Dio ci donerà, se no tutto passerà e renderà la bellezza, le novità e le fragilità scoperte acqua passata… sarebbe davvero un peccato!

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